Alfons(in)a
Spettacolo teatrale
19 marzo ore 21.00 – Teatro della Caduta (via Buniva, 24)
di Marta Bulgherini
con Marta Bulgherini e Diego Frisina
musiche originali di Enrico Morsillo
sound design di Antonio Romano
voice over di Sara Labidi e Camilla Tagliaferri
una produzione Tieffe Teatro / Generazione P
Con il sostegno della residenza artistica “Il filo immaginario” di Gommalacca Teatro
La storia di Alfonsina Strada, unica donna nella storia a correre il Giro D’Italia tra gli uomini, negli anni del fascismo. Ma anche la storia di tutti noi che abbiamo bisogno di vite sensazionali, di lieti fini, di ordine: costi quel che costi. Alfons(in)a è uno spettacolo che tenta di essere biografico ma che vi riesce solo in parte, divenendo un flusso di coscienza su cosa significhi approcciarci a vite mitiche (o presunte tali!).
NOTE DI REGIA
La storia di Alfonsa Rosa Maria Morini, conosciuta ai più con il suo cognome da sposata, Alfonsina Strada, mi ha commossa dal primo momento in cui l’ho scoperta. Quella bambina venuta da una situazione di miseria assoluta, agli albori del secolo scorso, con una vita che già sembrava destinata a un futuro di dolore, fame e fatica, che invece scopre la bicicletta a dieci anni e riesce a capire che quello sarà il suo lasciapassare per una vita diversa.
La sua storia mi ha dato enorme forza e stimolo e continua ad ispirarmi, giorno dopo giorno. Le sono grata.
Ma più mi addentravo nello studio su di lei, e più mi mettevo paura: non è che delineando questo tipo di narrazione mi stavo completamente asservendo a ciò che in questo momento storico viene reputato “cool” “giusto”? Omaggiare, santificare una donna che è stata un’ apripista nello sport femminile: non è forse il genere di storia che più vende in questi anni? E ancora: perché abbiamo bisogno di storie sensazionali? Cosa nascondono, narrazioni di questo tipo? Ma poi mi sono detta che forse è possibile raccontare la storia di una donna che mi ha ispirato senza renderla un’icona, inserendo la sua esperienza di vita all’interno di un ragionamento più complesso su cosa significhi per noi contemporanei rapportarci a vite considerate mitiche.
MARTA BULGHERINI
Si forma come interprete presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (si laurea anche in Economia e Commercio all’Università di Roma La Sapienza, ma quella è un’altra storia…) e da lì inizia la sua carriera che spazia tra teatro e audiovisivo. Al cinema lavora per Matteo Garrone, Luca Miniero, Simone Spada, Leonardo d’Agostini, Anna Negri, Domenico Croce, Alexis Sweet e altri. Collabora attivamente con il regista Paolo Santamaria per il quale è protagonista di un cortometraggio attualmente impegnato nel suo percorso distributivo e di un podcast. Per il teatro, lavora negli anni per i festival Orestiadi di Gibellina e Flautissimo. Nel 2016 fonda il collettivo Nonnaloca, realtà di produzione artistica di spettacoli teatrali tradizionali e di alcuni format ascrivibili all’universo della performance; tra questi Cerase, uno spettacolo di teatro completamente realizzato in bicicletta sia per la compagnia che per il pubblico. Nel 2022 debutta con la sua prima drammaturgia e regia, Generazione Pasolini, al quale segue all’inizio del 2024 C’ho la Scoliosi – Ode all’impossibilità (fisica, giuro!) di tenere la schiena ben dritta.
